La casa degli specchi di Cristina Caboni

“Devi nuotare, bambina. Presto o tardi ci si stanca di stare fermi a galla.”

Ed è quello che farà Milena, la protagonista del libro: nuoterà insieme a mille pensieri nel mare di Positano, darà ampie bracciate per stare a galla e cercare di capire cosa sia successo anni prima in quella casa che contiene specchi e segreti.

Il titolo del libro evoca un luna park, un labirinto in cui perdersi e vedersi riflessi in mille sfaccettature. La copertina, invece, una calda giornata sul mare.  Perfetto connubio di quello che verrà descritto nella trama.

Dalle prime pagine di La casa degli specchi (Garzanti) Cristina Caboni immerge in una realtà familiare abbastanza complessa senza tralasciare qualche buco nero. Milena è una bellissima ragazza con un rapporto conflittuale con il padre prima e la matrigna dopo che si scioglierà solo con lo scorrere delle pagine. La madre è morta molto giovane e la nonna, figura affascinante ed emblematica, è scomparsa dopo aver abbandonato tutta la famiglia. La figura del nonno è invece onnipresente, quasi si affiancasse alla protagonista.

La storia si svolge in diverse città tra cui Positano, Roma e New York dove le dinamiche emozionali dei personaggi sono descritte in maniera minuziosa tanto da farle aderire alla casa che ospita sia la vicenda narrata nel presente sia quella nel passato.

Il colpo di scena che colora la storia avviene quasi subito con la scoperta di un cadavere nel pozzo. Da quel momento inizia la ricerca della verità da parte di Milena che si trova ad indagare tra stanze segrete, parole mezza dette e vecchi diari. Presente in maniera importante la figura di Federico, il carabiniere che segue le indagini e di Gabriel, misterioso ragazzo che conosce, parrebbe per caso, durante un viaggio. Lei sembra rimbalzare tra le due figure maschili, molto diverse tra loro ma entrambe intriganti, sebbene si intuisca quale sarà la sua scelta.

Accanto alla storia presente ha un indiscusso fascino il racconto della vita di Eva ambientato in una Roma anni Cinquanta e la sua storia d’amore con il nonno. Le descrizioni conducono il lettore a percepire quelle atmosfere come se la musica che esce dal grammofono fosse proprio accanto mentre si sfogliano le pagine. Eva è descritta in modo minuzioso, la sua bellezza e forza trascinano il lettore coinvolgendolo nelle vicende.

In questo ambito viene descritta un’altra figura maschile che avrà una funzione chiave nelle decisioni e nella vita di Eva. Il racconto del passato ci permette di fare chiarezza nella storia che mostra pochi colpi di scena. È interessante la figura di Mena che riveste un ruolo centrale pur essendo poco presente nella narrazione. Questa donna che sembra dura, molto silenziosa, quasi distaccata stupirà per la complicità e per il segreto che nasconderà per tutta la vita.

Il finale non lascia spazio all’immaginazione, le parole accompagnano il lettore verso un atteso lieto fine. La lettura scorre fluida e lo stile facile non crea stonature. Stimolanti le citazioni tratte da diversi film che aprono ogni capitolo.

“A tutti coloro che hanno il coraggio di cambiare. Ai pazzi ed ai sognatori, che spesso è lo stesso. A chi parla con i fiori, gli animali e confida il proprio amore alle stelle. Questo libro è dedicato a voi.” Con questa citazione si apre il romanzo da “zona di comfort” che coccola il lettore con storie d’amore attuali e di altri tempi, inframmezzandole con personaggi meno puliti e misteriosi.

Sveva Assembri

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