La giusta distanza di Sara Rattaro

di Stefania Nascimbeni

Due punti distanti che possono essere anche molto vicini” recita la copertina.

Potrà mai esistere una formula in grado di spiegarci cos’è l’amore? È uno dei grandi interrogativi nella vita di Aurora, la protagonista dell’ultimo romanzo di Sara Rattaro, “La giusta distanza” (Sperling & Kupfer).

Aurora è una matematica, una donna pragmatica, razionale, anzi, logica (come definisce a sua volta la materia che studia) ma la vita non fa che metterla a dura prova rispetto a quei grandi accadimenti dove la razionalità dimentica ogni senso: la morte della madre, gli amori perduti, il rapporto conflittuale con un padre che è quasi sempre assente. Il primo trauma è proprio quello, l’abbandono del genitore che per ogni bambina è il modello di riferimento di una vita, nell’ambito delle relazioni. E poi la malattia della madre, una donna forte come nessuna, ma così fragile nella sua immobilità: morirà fra i primi capitoli e segnerà per sempre la sua vita.

La giusta distanza può rivelarsi anche molto ingiusta…

Proprio durante uno di quei pomeriggi passati in ospedale, durante i suoi primi diciassette anni, Aurora incontra Luca, l’uomo perfetto, un po’ più grande, maturo, solido come una colata di cemento armato. Luca è l’uomo dei progetti, la famiglia, i figli. Aurora gli cade letteralmente fra le braccia, con tutti i sogni di ragazza, e lo eleggerà molto presto il sostituto della figura paterna, che invece non fa che rincorrere gonnelle di almeno quindici anni più giovani.

Tutto regge fino a quando lei non deve partire per Londra. Il primo allontanamento, che causerà non pochi problemi, anzi, sconvolgerà tutto.

Riecco la distanza.

La vicenda si snoda nei venti anni successivi al primo incontro tra i due protagonisti in una lunghissima digressione, a partire da un incidente aereo nel primo capitolo. In questo lasso di tempo succederà di tutto, ci saranno altre gravissime perdite ma anche nuove conquiste. Entrambi cambieranno pelle diverse volte nel corso della loro vita. Si incontreranno e poi si perderanno, come in una danza scandita dai segni del tempo e dalle cicatrici che, forse, non guariranno mai. E, dopo tutto, è proprio il suo bello.

Un libro che lascia con una sensazione di infinito: nessuno conosce il proprio futuro, sappiamo solo che può prendere migliaia di direzioni, dipende da noi verso quale retta vogliamo propendere, meglio se si tratta di due linee parallele, perfettamente distanti e infinitamente allineate fra loro.

“Esiste il per sempre?”, è l’interrogativo dell’autrice.

La matematica ci dice di sì. La questione, semmai, è un’altra: possono i sentimenti essere definiti all’interno di un algoritmo?

Sara Rattaro ci accompagna in un viaggio emozionale nel quale le risposte, alla fine, emergeranno dalle parole stesse.

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