Un amore in più di Alessandro Romito

di Valeria Merlini (Twitter: violablanca)

Tutti abbiamo un segreto. Il sottotitolo del romanzo rivela non quanto ci si può aspettare, ma quanto accade crudelmente e realmente.

Una donna, bella, elegante, austera, vista e raccontata dagli occhi del nipote che, nel racconto sotto forma di diario, rivela la vita e gli intrighi ma anche gli appigli per il galleggiare di una famiglia a tutti gli effetti convenzionale. Quella in cui tacere per non mostrare.

“Se non si vede non c’è peccato.

«Perché tagliamo le foglie secche nonna?»

«Queste vanno via» hai detto recidendole con forza «perché rubano la vita alle altre, a quelle più belle»

(…)

Sì, è così nonna, le cose brutte non stanno bene con la mia vita. Come mi hai insegnato taglio anch’io le foglie secche. I fiori nella tua casa sono stati sempre bellissimi e lo sono tutt’ora perché la bellezza è eterna anche quando non esiste più.”

Un amore in più (Albatros) racconta di come osservare gli eventi da un altro punto di vista. Quello del racconto di Alessandro Romito è infatti il viaggio della vita negli occhi di un ragazzo che porta sulla propria pelle il vissuto di una generazione. Attraverso il racconto dell’amata nonna e attraverso i gesti senza parole delle donne che hanno affollato la cucina di famiglia nei giorni di festa. Sua madre, sua sorella e la nonna stessa.

Cose non dette, fotografie sbiadite, diari cancellati, tracce di un passato che occorre nascondere perché solo così si può andare avanti, procedere senza inerzia. E allora cosa di meglio che andarsene?

“Firenze e i suoi umidi monumenti, diventa la mia seconda casa, le pietre scure dei palazzi, la foschia e il dolce posarsi del sole tra le colline. Mi mancherà la piatta scogliera distesa sul mare, m mancherà il caldo Scirocco che ondeggia tra gli ulivi”.   

Andare via per uscire allo scoperto.

“Ebbene ero rosa dentro. Non polvere, ma cipria. Non lacrime, ma glitter. Non sangue, ma velluto”.

Per essere chi non sapevi di essere, chi gli altri non vogliono tu sia, solo la nonna riesce ad entrare alla ricerca di quel bambino interiore che si nasconde perché poco ha avuto quando viveva nell’infanzia, perché la rigidità inculcata dal passato si tramanda fino a volerla far dissolvere come neve al sole. Non è una fuga, ma una rinascita.

Tutto viene coltivato con l’amore, solo quando il cuore si apre, salvo lasciarsi sorprendere dalle intemperie che si abbattono come gelate sull’organo più sensibile agli sbalzi termici. Per farlo richiudere per sempre, una chiusura vista come rifugio.

“Forse amare è la sola cosa che conta. Conservare e ricordare è solo una piacevole consolazione. Amare è fissare il punto. Amare da il senso all’esistenza a chi ti sopravvive. Amare mi dicevi, è la consapevolezza di sentire emozioni e muscoli attraversati dalla stessa scarica elettrica.”

Alessandro Romito conduce con il calore della mano in vite che sono state scandite dalle regole, dagli espedienti famigliari del raggiro per poter tenere la testa a galla. Quella che si voleva mostrare. L’amore nelle sue sfaccettature porta con sé l’idea del battersi per i propri desideri al fine di sconfiggere lo sconforto della constatazione e l’amaro che lascia in bocca la non dimostrazione del proprio potere sull’altro.

© Riproduzione Riservata