Almarina di Valeria Parrella

C’è, in questa prassi, tra il casotto delle guardie e quel cancello, un’atmosfera diversa di ossigeno rarefatto. È la stessa che si trova nelle sale d’attesa degli uffici pubblici, quella creata dai monitor che elaborano il tuo referto mentre fai la mammografia. È l’atmosfera che esala dalle buste di Equitalia, che ti accelera il cuore mentre firmi in banca. La forza di gravità aumenta, rende pesanti i piedi, e si annaspa nell’aria densa di anidride carbonica.

Cosa succede quando ci si sente più imprigionati dalla propria vita che dentro ad un carcere? Quando ci si rende conto che nella ripetitività dei gesti quotidiani si nasconde una sofferenza e un passato che ancora ci accompagna?

Isabella Maiorano divide la sua esistenza tra una vita solitaria e i ragazzi del carcere di Nisida dove lavora come insegnante di matematica. Tutto è ripetitivo finché non arriva Almarina a sconvolgerle la vita.

Valeria Parrella in “Almarina” (Einaudi) racconta con maestria e umanità come la sofferenza di un altro possa aiutare a risollevarsi dalla propria.

Le descrizioni in prima persona sembrano quasi sussurrate, ma traspare la forza e la gravità delle scene raccontate, fin dai più piccoli gesti. Il lettore è insieme ai ragazzi mentre giocano a calcio, può quasi vedere il loro passato, la famiglia e quello che sarà il loro futuro. Teme per loro, per l’incapacità di cambiare una società che li ha resi quelli che sono e che probabilmente li farà ripiombare nel baratro, da soli.

Isabella cerca con le sue lezioni di portarli lontano dalla violenza a cui sono abituati, vorrebbe che la loro vita ricominciasse con una luce nuova. Soprattutto vorrebbe proteggere Almarina, che una vita di violenza e dolore hanno portato fino a Nisida. Si lega a lei in modo quasi viscerale, fino a trascorrere con la ragazza qualche giorno fuori dal carcere, fino a richiederne l’affidamento.

Due donne dalle vite molto diverse ma accomunate dalla sofferenza e dalla solitudine che si ritroveranno all’interno di un carcere minorile, in questa piccola isola al largo di Napoli.

“Non si realizza subito quando la tua vita sta cambiando. Oltre il movimento che vi imprimiamo, non si comprende immediatamente il cambiamento. Io ci metto un sacco. Che sia voluto o meno, mi accorgo di quel nuovo corso mentre ci scorro dentro.”

Sveva Assembri

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