Amore colpevole di Sof’ja Tolstaja

Amore colpevole (La Tartaruga) di Sof’ja Tolstaja, moglie del grande scrittore Lev Tolstoj, è un romanzo breve di fine diciannovesimo secolo.

Anna vive con la sua famiglia nella tenuta di campagna. Ha diciotto anni, ama dipingere tanto quanto ama immergersi nella natura, insegna musica al fratello. L’interesse per la filosofia la pone di fronte a grandi interrogativi, la scienza che contrasta con la religione. Sogna l’amore puro tanto da scriverlo in una novella.

Durante un viaggio, il principe Prozorskij sosta presso la famiglia Il’menev, di cui è amico da anni. Ha già trentacinque anni, è estremamente erudito e raffinato ma non bello. Sino a quel momento aveva vissuto una vita in cui aveva affinato il fascino del seduttore.

Il principe rimane turbato dalla fresca bellezza di Anna, fiorente e luminosa. Non la vedeva da anni, quel corpo è per lui un desiderio carnale. Alla sua partenza, l’intero mondo si oscura lasciando la trovata felicità lì in campagna.

Arriva l’occasione di un nuovo viaggio. In quelle due settimane la passione del principe per Anna è totalizzante tanto da non farlo dormire la notte e da fargli scrivere lettere che non consegnerà.

Anna ha modo di conoscerlo, nutre dei dubbi che vengono accantonati dall’interesse che lui le rivolge. Di ritorno da una passeggiata, Anna coglie nel suo sguardo un qualcosa di animalesco. La sua anima le pone delle domande che sfumano con la realtà. L’amore per lui è la solidità di questa infantile ed ingenua donna, dalle inclinazioni religiose, dagli alti ideali, che ai suoi occhi nasconde una femminilità passionale e creativa capace di pulire dal fango i peccati della sua vita passata.

Una sera entrambi percepiscono una tensione, un disagio che necessita di una soluzione. Lui la chiede così in sposa.

Il matrimonio viene celebrato in settembre sotto una piaggia sottile che poi diviene torrenziale, a sottolineare i singhiozzi di Anna di fronte ad una realtà che è un profondo cambiamento di vita, fatto di un prima e di un dopo. Il distacco dagli affetti della famiglia.

Tra i due coniugi da subito serpeggia la gelosia, un veleno capace di intossicare Anna ma molto di più il principe. Forse la nascita di un figlio può finalmente legarli di quell’amore puro tanto anelato dalla giovane donna?

Per Anna arriva l’età della maturità, il fisico diventa florido ed energico, eppure non si sente felice nonostante una vita ricca di impegni ma forse con troppi doveri famigliari. Lui, incanutito, è pur sempre attraente e alla ricerca incessante di stimoli nella vita della società moscovita, dove nel frattempo si erano trasferiti.

Amore colpevole… di cosa? La distanza tra un ideale e la realtà di un rapporto che le sta stretto?

Una inaspettata novità, un arrivo imprevisto, porta una ventata di freschezza nella vita di Anna così da riaccendere in lei le passioni sopite, accantonate per i doveri coniugali. Il ritrovato candore dell’amata natura della campagna russa la pone di fronte all’idea di un ricordo passionale forse meglio del candore della coscienza.

Gli eventi e la lontananza dalla famiglia la pongono di fronte ad un senso di colpa che non riesce ad espiare. E ritorna alle letture filosofiche che la portano a riflettere sulla morte.

Amore colpevole è un libro in due parti con un’anima sola: da un lato l’unico romanzo di Sof’ja e dall’altro la sua biografia che si intrecciano e si fondono. Una scrittura lieve capace di immergere il lettore nei paesaggi russi, con la descrizione della natura fatta poesia. La delicatezza dell’animo femminile che contrasta con la forza di carattere dell’animo maschile.

Qualunque arte la si può comprendere solo se la si pratica, anche se male”. Di arte è intriso l’amore colpevole.

Monikat

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