Clima. Lettera di un fisico alla politica di Angelo Tartaglia

Angelo Tartaglia, professore di Fisica presso la Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Torino, è l’autore di questa lunga lettera indirizzata al Presidente del Consiglio “Clima. Lettera di un fisico alla politica” (Edizioni Gruppo Abele).

Anche qui, come in passato, l’autore utilizza le sue conoscenze ed il metodo scientifico per l’impegno civile. Una lettera aperta a chi può e deve decidere: la più alta carica dello Stato. Attraverso estesi studi svolti sui problemi dell’energia, sui modelli di sviluppo, sulla pace e sul disarmo qui snocciola argomentazioni che prendono in esame elementi importanti come la quantità di CO2, le grandi infrastrutture passando all’economia circolare.

Lei potrebbe farmi notare che tra le urgenze più immediate del nostro paese, dall’inizio dell’anno, c’è un’emergenza assoluta ed è… la pandemia da Covid. La salute dell’umanità è a rischio, l’economia globale è in seria difficoltà; non c’è tempo per preoccuparsi d’altro, men che meno dei problemi climatici. Già: proprio questo è il punto. C’entra qualcosa il Covid-19 con il clima?

Questa pandemia è un evento inimmaginabile che porta ad una lucida analisi, poco politica, prettamente scientifica, un excursus attraverso nove paragrafi intensi di riflessioni dove si parla di clima, di economia, di innovazione, di tecnologia e di pedagogia da Coronavirus. Solleva domande con evidenti responsabilità da prendere a livello globale

Le vere leggi universali sono quelle dell’economia; quelle della natura sono secondarie e plasmabili. Un vero e proprio delirio di onnipotenza umana, che si è affacciato nella cultura, soprattutto europea, degli ultimi due secoli, anche al di fuori del mondo strettamente economico. Ora però emerge che le leggi della fisica e della termodinamica sono ben più robuste di quelle del Mercato e che i grafici relativi ai gas serra, alle temperature, al livello dei mari e così via sono molto più rilevanti e perentori che non l’andamento del Dow Jones o del Nasdaq.

L’economia è un sistema complesso al limite del collasso e non segue le regole di distribuzione del reddito. Le politiche sono sempre posteriori ad un evento come la pandemia in atto. Ci vorrebbero formazione preventiva e corretta informazione, non agire tamponando sull’onda dell’emotività.

La CO2, gas serra su cui l’uomo indubbiamente ha contribuito alla crescita in modo esponenziale, è legata all’economia globale basata sul petrolio. Le grandi opere infrastrutturali, di cui sono aperte discussioni decennali, sono energivore: l’esborso economico è paragonabile ad un effettivo sviluppo futuro? A discapito di quante emissioni di CO2 nell’ambiente?

L’innovazione può aiutare?

Non esiste un pianeta B ed i limiti dello sviluppo dell’economia globale erano già chiari nel 1972 a seguito di una pubblicazione del MIT. La direzione verso una economia circolare prevede un mantenimento dello stato in essere ma non uno sviluppo futuro.

L’autore apre un discorso di giustizia economica legata alla distribuzione dei redditi. La forbice così ampia crea una forte disuguaglianza sociale e conflitti ovunque, anche dove c’è una parvenza di benessere maggiore. Tra l’altro la competizione innescata dall’economia è incompatibile con l’inclusione sociale.

Clima ed economia vanno a braccetto; è evidente come i mutamenti climatici siano una conseguenza dell’economia e che c’è un rischio di tracollo dell’insieme soprattutto per quella parte di umanità vulnerabile per cui è necessario un cambio di tecnologie e non un cambio di prodotti da inserire sul mercato e sostenibili cioè con una durata indefinita nel tempo.

L’autore si definisce un inguaribile ottimista con validi fondamenti.  L’uomo, a differenza delle altre specie presenti sulla terra, è dotato di ragione per cui analizza il presente per traguardare il futuro. L’intelligenza, che opera nel qui e ora, è legata all’egoismo individuale e ad una concretezza di salvezza, cerca soluzioni attraverso la ragione che estende il focus al futuro, in modo altruistico e utopico.

L’ottimismo sta nell’uscire dal pensiero egoistico, traguardando un interesse collettivo che finisce per salvare anche quello personale.

Mr. Covid è arrivato dove politici fino ad ora non sono riusciti: abbassare sensibilmente l’inquinamento e a fine anno si tirerà un bilancio. Le polveri sottili sono da sempre veicolo di forti affezioni alle vie aeree. Le goccioline, che contengono il virus, aderiscono alle polveri sottili come fossero zattere, prolungando la permanenza in aria e favorendo l’inalazione.

La “maestra” ci ha dato una bacchettata e ci ha, in modo abbastanza chiaro, indicato una strada. Dobbiamo imboccarla, ma ci serve il concorso di tutti e certamente anche il Suo, viste le Sue prerogative: preferisce far parte della soluzione oppure del problema?

Monikat

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