Con tutto il bene che posso di Emiliano Gucci

Enzo è papà del diciottenne Daniele. Quando era piccino lo “rapiva” per portarlo nel bosco. Loro due da soli, un libro ed il mondo filtrato da occhi azzurri, acceso di curiosità per la vita, pieni d’infanzia.

Daniele odia i genitori: uno così distante e una così apprensiva.

L’adolescenza è complicata e il confronto con i genitori diventa inevitabile. Da intoccabili diventano oggetto di scontro o di indifferenza. Invece bisogna essere eroi per capire le ragazze, per sopportare i genitori senza finire ubriachi a notte fonda.

Franca, mamma di Daniele, sparisce e lascia dei messaggi. Vuole che sciolgano i nodi tra loro ed ognuno per sé, costringendoli ad un confronto per imparare a conoscersi di nuovo, ora.

In “Con tutto il bene che posso” di Emiliano Gucci (Giunti) padre e figlio salgono in sella ad una bicicletta e nell’arco di una settimana affrontano tappe di fatica fisica ma soprattutto emotiva.

Ogni giorno una tappa, un incontro.

Partono in una giornata calda risalendo le colline fiorentine per trovare Sanzio fratello di Enzo.

Poi da Guido, amico di Daniele, che presta servizio civile in una casa accoglienza.

Poi in libreria dove lavora Enzo, la passione che pulsa tra le mani, per chiarire un rapporto deteriorato.

Poi in Versilia e le scuse di Daniele all’amica dell’estate.

Ci sono i dubbi di Daniele che in fondo ha un animo sensibile. Quel bambino che camminava nei boschi si chiede: “Ma se rinuncerò a questo viaggio davvero non ti vedrò più mamma? Ma potrei davvero vivere senza di voi? Mi angoscia sapere quanto ti ho deluso…”.

Lo sfondo è una Firenze onirica, metafisica. Ma la città esiste avvolta dall’afa degli uomini o è una visione? Firenze magica per Daniele che ci veniva da piccolo in autobus tenendo per mano la mamma.

Si emoziona nel sentire il papà cantare e suonare la chitarra come in un abbraccio alla “Primavera” degli Uffizi ma davanti alla bicicletta nel box.

“La fatica fa meno paura e l’idea da quasi conforto affrontando le curve come se ognuna nascondesse un segreto”, la convinzione di vivere il presente, ogni giorno guardando il bello, riconoscendolo e abitandolo.

Così, quei genitori dati per scontati e scomodi che riprendono il loro ruolo attraverso… “La vita si costruisce sui fatti, sulle necessità”.

Monikat

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