Diario di una viaggiatrice eccentrica di Silvia Bisconti

Diario di una viaggiatrice eccentrica (La nave di Teseo) di Silvia Bisconti è, come scrisse Proust, una scoperta che non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi, curiosi, che pagina dopo pagina ritrovano un percorso da fuori a dentro.

Prendi le regole che conosci bene e spaccale con forza… “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” cit. Gandhi

Per Silvia il viaggio è camaleontico, per confondersi con i luoghi e appartenere ad essi senza essere riconosciuta come turista. Ma quali sono gli ingredienti di un viaggio prima di iniziarlo?

Un consiglio che diventa una equazione magica: la preparazione della valigia perfetta. Un’operazione minuziosa costruita attraverso gli anni. Basta poco, un pizzico di fantasia divenuta praticità, meglio, il luogo del cuore, uno spazio dove vale la regola del tre: scarpe, bijoux, foulard, vestiti. Dimenticate i vecchi e desueti bauli ottocenteschi. Un piccolo e moderno trolley è sufficiente per contenere i ventuno grammi dell’anima

L’autrice ci conduce in una serie di racconti d’esperienza attraverso libri, colori, profumi, fotografie, isole, città esotiche e moderne. Fotografie colorate, scattate con un semplice Iphone, corredano ogni pagina letta.

Silvia non appare nelle foto, sarebbe come rubarle l’anima, ma la si ritrova in ogni immagine e nel colore dominante a partire dalla copertina: il rosa che si avvicina al desiderio, ai sogni, a una medicina in contrasto con l’altro amato colore il nero, che la fa sentire coraggiosa e sicura. Il nero indossato per una vita che poi diventa supporto dei colori.

Grandi alberghi che danno l’illusione di vivere mille vite; città che sono poesia; l’isola in bianco, quella caotica, quella della Dea, quella magica e poi…

L’incontro con l’India che le entra nel cuore, dove trova pezzi di sé stessa. Il rosa che sublima in una città, nei saree, nelle albe e nel silenzio fuori e dentro lei. Arriva quindi la passione, quella che alimenta con il fuoco la vita: i tessuti. È un richiamo ancestrale, li riconosce dall’odore.

Inizia così il nuovo viaggio, quello degli abiti di Raptus&Rose. Uno stile unico, inconfondibile, riconoscibile, una identità realizzata a mano che diventa pezzo unico e di valore che può essere indossato nella libertà dell’essere essenza. Una celebrazione della bellezza delle diversità racchiuse in ogni donna.

Io sono le mie passioni. Io sono il mio lavoro. Io sono l’amore.

Monikat

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