Disegnavo pappagalli verdi alla fermata del metrò.La storia di Ahmed Malis di Nicoletta Bortolotti

Disegnavo pappagalli verdi alla fermata del metrò” (Giunti) è La storia di Ahmed Malis narrata da lui stesso per mano della poetica scrittura di Nicoletta Bortolotti.

L’autrice, nella sua bibliografia, ha all’attivo storie per ragazzi ed adulti. Così un giorno incontra Ahmed, un ragazzo diciannovenne di origine egiziana immigrato a Milano, che vive nei palazzi popolari del quartiere Giambellino, denominato nel libro “Giambel City”, e frequenta la quinta scientifico. Parla l’arabo come l’italiano e viceversa, due lingue madri e una madre sola. Due sintassi di una sola memoria.

La famiglia ha cercato a “Milano provincia del Cairo” un riscatto, una strada per dare un futuro ai figli. Fatica, abnegazione, dedizione e poi… Ahmed con il fratello e la sorella vivono di sogni artistici.

Lui ce l’ha nel DNA perché il “vecchio beige” suo padre era pittore. Ma la sua famiglia non ha i mezzi economici per mandarlo a studiare all’Accademia di Belle Arti…

Ahmed trova la forza di reagire al bullismo social, fatto di insulti gratuiti e privi di fondamento. Con qualche euro racimolato vendendo i sui disegni, compra matite colorate che il padre spezza, perché teme che con l’arte il figlio farà la fame. Ma la passione è più forte: disegnando entra in una bolla come una sorta di meditazione in cui le matite sono bacchette magiche capaci di sfumare gli insulti ed agganciare interessi più alti.

Le amicizie lo circondano di insicurezze adolescenziali e sogni irraggiungibili; un senzatetto gli fa incontrare la sofferenza e la saggezza della vita di strada.

La sorella Amina frequenta il centro di aggregazione giovanile CDE Creta. Ahmed la seguirà e così anche il fratello e gli amici. Un educatore avveduto riconosce in lui un enorme talento e trova un gancio per il suo futuro. L’occasione è terminare la pittura della saracinesca del centro. E una giornalista del Corriere della Sera che s’interessa ai suoi disegni…

Temperare è mescolare, il colore unisce ciò che è diviso.

Ahmed è un illusionista con la matita, un’artista falsario, un disegnatore capace di rendere così reale ciò che dipinge da sembrare una fotografia. Così una rosa di carta può anche profumare e un cellulare disegnato vibrare tanta è l’emozione che evade dal foglio. È ciò che Ahmed regala a sé stesso.

Ed è così forte che arrivano i “BRAVO” veri, da persone fatte di cane ed ossa, fatte di strada.                Ed è così forte da arrivare ad un benefattore che fa della sua storia di oggi un sogno realizzabile, un futuro in divenire.

“Ci credi o no fra’, che il bambino che guidava l’autobus e voleva disegnare…”  è il pensiero che Ahmed intercala e che alla fine potrebbe chiedere anche a noi se ci crediamo o no al suo talento.

Nicoletta autrice sensibile, dà voce ai disegni, alla storia vera di Ahmed. Riesce a cogliere l’impatto emotivo attraverso enormi difficoltà di integrazione. Ci sono isole di salvezza anche in quartieri difficili. Lasciatevi rapire dai dipinti di parole capaci di rendere colorato un quartiere grigio.

Monikat

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