E qualcosa rimane di Nicoletta Bortolotti

“e qualcosa rimane tra le pagine chiare e le pagine scure…” cantava De Gregori in quegli anni in cui due sorelle vivono l’infanzia nella casa di Lego nel racconto “E qualcosa rimane” di Nicoletta Bortolotti (Besa Muci).

Margherita e Viola così diverse tra loro, il cognome in comune e cos’altro…

Una ha capelli senza forma, occhi striati di cupo, vita esilarante come un telegiornale, timorosa come il vento e due ragazzi; l’altra ha capelli ricci ribelli, occhi colore laguna, vita leggiadra come una telenovela e quindici ragazzi.

Nate e cresciute ai margini di Milano, tra la Varesina e il West, dove la famiglia trova la felicità che dura il tempo della loro crescita e poi in casa entrano le lacrime quando il padre sceglie un altro percorso.

Margherita la fragile rimane mentre Viola l’effervescente inizia ad andare e venire da casa finché sparisce dalla loro vita ma in apparenza perché il legame è forte nonostante la distanza e gli anni.

Ne passano otto fatti di silenzio assoluto.

Poi una telefonata riapre discorsi lasciati in sospeso, la voce di Viola è un regalo portato dalla nebbia dei boschi delle Groane dove ora vive Margherita con la sua famiglia.

Viola propone a Margherita un fine settimana a Sestri Levante, un tempo solo per loro, senza doveri e sensi di colpa.

Emergono domande senza risposta immediata ma con una certezza: la libertà di essere ciò che si è anche con segreti cosmici veri o verosimili.

Per raccontare la storia famigliare Nicoletta si avvale del mondo animale: la falena che costruisce la casa, il tacchino di boscaglia che si assicura della temperatura del nido, il coleottero che migra in due generazioni per deporre le uova e ancora… la femmina dell’orso, le zanzare azzurre, la scimmia ragno, il castoro finlandese, la coccinella californiana.

Il confronto tra le due sorelle, due donne che si ritrovano perché… “Stare con te è camminare, correre o volare in una realtà virtuale ospitale dove mi sento accettata e i difetti sono annullati”.

Ogni capitolo ha un contesto storico politico e un taglio di capelli che è il ricordo del gioco della parrucchiera nella casa di Lego che non hanno mai lasciato.

Vite diverse, la verità di una vita famigliare così verace, fragile e immutabile.

Un rapporto tra due sorelle che è la voce della scrittrice ma anche di chi legge e si emoziona attraverso le intense riflessioni.

“Tutto quello che ho raccontato è vero ma non è tutta la verità” Laura Ingalls Wilder

Monikat

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