Il piacere di María Hesse

di Valeria Merlini (Twitter: violablanca)

María Hesse ci accompagna nel suo libro illustrato per raccontare la facilità (e la bellezza) del piacere. In tutte le sue forme, in tutte le epoche storiche.

Ci guida attraverso un racconto che inizia da Adamo e Lilith (caso mai vi foste scordati che Eva arriva in un secondo momento per sopperire alla fuga della prima donna) nei meandri nemmeno troppo reconditi dell’incontro tra corpo e sensazioni.

Il piacere (Solferino) dipana la vita dell’autrice dagli esordi del sesso per procurare piacere, non solo per procreazione (anzi, questo il terrore di chi si appresta per la prima volta), ma per una pura e semplice scoperta.

La cultura nel suo insieme, dalle riviste, ai cartoni animati, e poi i libri come i Monologhi della Vagina di Eve Ensler – caposaldo per le donne di tutto il mondo che hanno finalmente trovato il coraggio di parlarne –  e le artiste, come Colette, AnaÏs Nin e Simone de Beauvoir, tanto per citarne alcune, si unisce in un coro unanime volto alla proclamazione del dono più grande (e a basso costo) che ci possiamo fare. E prosegue con quelle figure femminili che secoli fa hanno osato sfidare: Mata Hari e Cleopatra, pioniere nell’usare la sessualità come arma.

Aleggia in ogni pagina la consapevolezza che la donna ha un potere nel piacere, ha un ruolo che non compete solo al maschio (non necessariamente alfa). A questa libertà di contrappone la terribile consuetudine – ancora esistente – di togliere ogni forma di piacere alle donne attraverso pratiche crudeli con retaggi patriarcali in cui la sola voce che doveva essere udita era quella maschile. Il capo. Il padrone. Colui che schiacciava (e purtroppo schiaccia) ogni anelito di femminilità, di libertà di pensiero e di espressione.

I toni leggeri con cui affronta simili argomenti (dalla scoperta grazie alla studiosa Helen O’Connell dell’anatomia dell’attributo femminile per eccellenza, la clitoride, alla poesia di Anne Sexton sulla masturbazione, concludendo con i sex toys) hanno come nodo centrale quello di diffondere il sapere sul piacere per creare una catena di piacere. E per far sì che l’orgasmo sia un’armonia tra mente e corpo.

Non mancano tratti umoristici a sottolineare che non esistono tabù, ma che la leggerezza anche in campo del piacere aiuta i più (e le più) timorose.

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