Il ritardo di Gabriella Pirazzini

“Il ritardo” di Gabriella Pirazzini (Giraldi Editore) è un libro incalzante che lascia senza fiato in un andirivieni temporale, tra passato e presente. Come scrive la giornalista Isa Grassano nella prefazione è “…un fato beffardo. Ricordi infranti che si infilano nella pelle come una scheggia di vetro”.

 

Ogni capitolo è introdotto da una poesia. Che sia di Neruda, Wallace, Carrol, Rodari… incorniciano le vicende di ogni capitolo.

 

“Un paese in salita è un paese in discesa. Ricorda la vita, o la passione, o il naufragio… un saliscendi di emozioni.”

Prima

Flies è un paese di montagna nel Tirolo austriaco. È la vacanza di Eleonora, quella della spensieratezza insieme alle amiche subito dopo la laurea. È in crisi con il fidanzato Brando. Ha venticinque anni e per caso incontra in un bar Thomas, avvocato sposato con due figli e di tredici anni più vecchio di lei. È ubriaco ma, nonostante ciò, scatta il colpo di fulmine: due occhi di brace. Si rivedono, vivono un’intesa passione e poi Eleonora una mattina si scontra con una stella cadente nel cielo sbagliato.

“Terraferma di terra, ferma di cuore, di sguardi, persino di promesse. Terraferma e basta.”

 

Dopo

Eleonora ritorna a Flies dopo venticinque anni. È cambiata, ha cinquant’anni ed è separata da Enrico e impiegata in Ong berlinese. Perché ritorna a Flies un paese di confine? Chi cerca?

Quale è la frontiera che separa le due vicende?

Flies può sembrare un paese uscito dalle fiabe: due chiese, la fontana, piccole porte fatte per gli gnomi, fiori alle finestre, mucche al pascolo. Per Eleonora è il luogo dei ricordi, quelli che sposti come cianfrusaglie in soffitta ma che rimangono attaccati come un’ombra al tramonto.

Deve ritrovare il bandolo della matassa ingarbugliata dal tempo. Ritrovare un luogo che poteva essere suo. I luoghi sono di chi li abita, di chi affonda le radici nella terra ma anche di chi li vive senza carichi eccessivi o desideri.

Eleonora è alla ricerca della libertà, della pace con i ricordi. Cerca un gesto e una parola così che potrà sciogliere quel buco, il dolore che il tempo ha aiutato a rendere sordo ma pur sempre presente.

Liberata e appagata, in un futuro di riposo, penserà a Lena, l’altra donna e non per l’amore di Thomas, ma semplicemente perché lei ha capito il segreto della vita.

“I guai sono come i fogli di carta igienica: ne prendi un, ne vengono dieci” W. Allen

Monikat

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