La coscienza imbrigliata al corpo di Susan Sontag

La coscienza imbrigliata al corpo (Nottetempo) è la raccolta dei diari e dei taccuini che Susan Sontag ha scritto tra il 1964 e il 1980. Completa quindi la sua antologia facendo seguito al volume Rinata che comprende quelli precedenti, scritti tra il 1947 e il 1963.

Susan Sontag è stata scrittrice, regista, filosofa, insegnante e attivista politica. Tra i suoi scritti si può trovare una grande varietà di argomenti, dai conflitti contemporanei alla fotografia, dai media alla politica, dai diritti umani all’AIDS. È stata descritta come una dei critici più influenti della sua generazione e ha segnato il modo di pensare e di agire tra i più grandi pensatori del ‘900.

A metà tra un saggio e un’autobiografia, questo libro si compone di pensieri di varia lunghezza, sotto forma di un vero e proprio flusso di coscienza. Susan affronta la contraddizione tipicamente umana tra coscienza e passione, proponendo in particolare l’immagine della coscienza “imbrigliata al corpo”, per l’impossibilità e l’incapacità di separare l’agire della mente dalle interferenze del cuore.

La lettura segue il corso degli anni e si può così conoscere a fondo l’autrice, la sua crescita intellettuale ed emotiva, fino a sentirsi quasi i destinatari delle sue frasi lasciateci in eredità nelle pagine dei suoi diari. Tra elenchi di film, di libri e di autori che lei si segna come promemoria, si trovano concetti più approfonditi sulla società, sulla filosofia, sulla storia e la letteratura. E tra tutti questi pensieri si trovano anche frasi personali, da “caro diario”, di una donna che ama, soffre e vive una vita piuttosto particolare per quegli anni.

In conclusione, una lettura impegnata che prende il lettore da un lato catturando la sua curiosità tramite la presentazione di alcuni particolari della vita dell’autrice, dall’altro spingendolo alla continua riflessione sui diversi argomenti toccati. Il lettore è così portato a fermarsi su ogni pagina per porsi domande, conoscere sé stesso e soprattutto confrontarsi e ragionare con Susan Sontag.

Francesca Cornaggia

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