La Via del Sale di Gianni Amerio. L’intervista

di Valeria Merlini (Twitter: violablanca)

Camminare è catartico. Ossia una vera e propria purificazione interiore, che può avvenire sia consciamente che inconsciamente. Ma avviene.

Camminare in silenzio o con un sottofondo musicale. Camminare con parole espresse o con pensieri interiori. Il cammino ci porta avanti.

La Via del Sale, Su e giù per l’Appennino da Varzi a Recco di Gianni Amerio (Morellini) è la guida all’antica mulattiera che in soli 3 giorni di cammino conduce dalla Pianura Padana fino al mare lungo una delle antiche strade di comunicazione che collegavano le saline delle località in riviera con l’entroterra.

Uno strumento utile e indispensabile per percorrere un itinerario intenso e ricco di emozioni, cogliendone tutti gli aspetti naturalistici, storici, culturali e gastronomici.

Lungo 73 km e percorribile in 3 giorni, il percorso si snoda attraverso quattro province – Pavia, Alessandria, Piacenza e Genova – per un dislivello di 3.000 metri, e permette a chiunque, dotato di un sufficiente allenamento, di attraversare territori non ancora investiti da un turismo di massa.

Il cammino parte dal borgo medievale di Varzi, raggiunge Capanne di Cosola e poi l’affascinante Torriglia, ricca di storia e di leggende antiche e moderne. Da qui, si attraversa il Parco Naturale Regionale del Monte Antola e infine si approda sulla spiaggia di Recco.

Ma la Via del Sale è anche una guida sul cammino innovativa.

Sia per chi appresta la prima volta ad un’esperienza così arricchente, sia per la modalità con cui si presenta: fotografie, percorsi, immagini da sentire e QR Code da attivare. Il tutto per scoprire che c’è altro.

Incontriamo l’autore, Gianni Amerio.

D. A chi si rivolge la guida? Il tipo di cammino è per principianti?

R. Non è per principianti. È un percorso segnalato, senza evidenti difficoltà tecniche, ma un minimo di preparazione occorre sempre per evitare che il tutto si trasformi in una sofferenza.

 

D. Cosa non si può non fare/non vedere lungo la Via del Sale?

R. Perdersi nei panorami è qualcosa di impagabile. Il bosco con la sua magia, le sue atmosfere e i giochi di luce, specie se si parte al mattino con il sole basso che filtra attraverso i rami degli alberi… Il bello di questo percorso è che ti permette di attraversare tanti paesaggi e differenti scenari. Camminare nel bosco e uscire su un panorama che si apre all’improvviso, fatto di radure e colline dolci e sconfinate. È come se il bosco trasportasse da un luogo all’altro.

 

D. E invece la cosa più pesante da affrontare in questi 3 giorni?

R. Direi la fatica di salire e poi scendere, di pianura se ne vede poca. Anche quando sei sui crinali dal punto di vista articolare e muscolare la fatica la senti, ecco perché occorre essere un minimo preparato. Inoltre se fatto da solo l’orientamento (e il GPS) per non perdersi nel bosco sono indispensabili, anche se tutto è correttamente segnalato.

 

D. Con cosa ti sei emozionato di più durante il cammino?

R. Alcuni tratti fanno sembrare di essere in un altro paese, ricordano un po’ l’Irlanda, quando addirittura non sembra di camminare in mezzo al cielo perché si è sulle creste e sopra le nuvole… Poi si cammina nel bosco e ad un certo punto cambia l’aria: prima profuma di muschio e poi inizi ad avvertire qualcosa di diverso, cinquanta metri e ti si apre il mare. E cambia la vegetazione, completamente.

 

D. Prossimo lavoro? Dove ci condurrai?

R. In collaborazione con Dario Corradino ci stiamo occupando di Altra Via, un percorso da Torino a Savona in 9 tappe per un totale di 210km. Ancora in fase di definizione, con sentieri che non esistono e allora si cambia rotta salvo poi trovare tracciati incredibili. Tutto da mappare per farne un qualcosa di strutturato. La cosa diversa dagli altri cammini è che qui attraversi luoghi storici con tanto da vedere.

Grazie Gianni.

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