La vita è un cicles di Margherita Oggero

Cosa succede se un giovane laureato in lettere che per guadagnare qualcosa lavora in un bar in una zona malfamata di Torino una mattina trova un cadavere sul posto di lavoro?

È quello che succede a Massimo, il protagonista di “La vita è un cicles” (Mondadori) di Margherita Oggero in cui la vicenda si sviluppa incrociando le storie di vita di diversi personaggi colti nella loro quotidianità e umanità.

Le descrizioni sono ricche di humor (molto spesso nero) e di particolari che li rendono molto vicini a chi legge. Massimo, il protagonista, cerca di barcamenarsi tra una fidanzata di cui non sembra più essere convinto, una famiglia con cui va d’accordo nonostante il continuo battibeccare con la madre salutista, l’omicidio nel bar ed un nuovo scorbutico datore di lavoro, il conte-cavaliere.

A complicare la situazione entra anche Gilda, una donna capace di rompere ogni equilibrio e di mandare in crisi le sue poche certezze. “Gilda, com’era prevedibile, arriva in ritardo. Non un ritardo scandaloso ed esasperante-da mezz’ora in su-, ma uno di quelli che ti fanno dubitare di te stesso, come minimo di non aver capito bene il luogo e l’ora, come massimo di suscitare un interesse prossimo allo zero.

Gerry, figlio del proprietario dell’Acapulco’s, ragazzo che saprebbe solo inanellare guai se non fosse per la sua fidanzata schietta e furba, Sabrina. Il padre e la madre di Gerry, diversi tra loro e a loro modo legati a questo figlio che non sembra essere in grado di arrangiarsi da solo. Il commissario Martinetto, votato al suo lavoro ed in crisi con la sua ex moglie.

Un puzzle di storie che si intrecciano con molti colpi di scena fino a svelare l’assassino. E Massimo? “Accenno a un sì con la testa, aspetto il soffio della sua voce che non arriva, poi porto il braccio sinistro dietro la schiena con la mano aperta e nella mano si deposita un bigliettino. Lo apro sotto il ripiano del banco con mille cautele e una mano sola – il cuore che continua a pompare troppo, non per timore di essere scoperto ma per l’emozione – e invece di quello che penso, ci trovo, nella sua bella grafia magra e puntuta, una massima, un aforisma, forse una presa in giro: La vita è un cicles.

Sveva Assembri

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