Le segnatrici di Emanuela Valentini

Quando il passato ritorna in modo prepotente nella tua vita non lo puoi ignorare.

Sara si è costruita una nuova immagine a Bologna, è un medico stimato che torna sulle sue montagne solo per incontrarsi con la nonna che ama. Il piccolo paese per lei è testimone di ricordi che vorrebbe cancellare e sensi di colpa con cui pensa di riuscire a convivere.

Questo equilibrio instabile viene del tutto distrutto quando la protagonista riceve una telefonata dell’amica che è rimasta al paese e dove fa la poliziotta. Il ritrovamento delle ossa di un’amica comune scomparsa anni prima e la successiva sparizione di un’altra bambina, sovverte il mondo di Sara.

Emanuela Valentini ne “Le segnatrici” (Piemme) ricama con maestria una storia che tiene il lettore incollato alle pagine, quasi in apnea, fino alla fine.

Cosa significa essere segnatrice? Come è possibile che le persone credano ancora alla magia quando esiste la medicina? Dove sono finite le altre ragazze che hanno lasciato il paese in modo improvviso e con solo una lettera di addio?

Sara si ritrova in un vortice di persone che pensava di conoscere e che scopre pagina dopo pagina, in una trama fitta ma scorrevole che fa sentire il lettore coinvolto nella sua ricerca. Fa percepire al lettore la paura e la stessa ansia che muove la protagonista alla ricerca di un assassino rimasto troppo a lungo impunito.

Una ricerca minuziosa di particolari, il portare alla luce segreti scomodi e lo scoprire che a volte, in una piccola comunità, si tende a nascondere quello che fa paura trascinano la protagonista in una storia che rischia di mettere in pericolo la sua incolumità e il suo lavoro. I fantasmi che la perseguitano sono anche i suoi ricordi e le sue debolezze che dovrà affrontare per mantenere la calma e la concentrazione.

Chi rimane in un posto e lo vive giorno dopo giorno, per anni, forse dimentica particolari che restano in testa a chi parte e si porta dietro per sempre ricordi morti e cristallizzati, come insetti nell’ambra.”

Sveva Assembri

© Riproduzione Riservata