L’ora più fredda di Paolo Paci

“La storia dell’alpinismo è una storia di uomini”

Una baita da ristrutturare all’alpe Roncone, pietra dopo pietra, può curare l’anima di un uomo e al contempo può essere magica per gli occhi di una donna.

È piacevole scalare la montagna stando comodamente seduti a leggere “L’ora più fredda” di Paolo Paci (Solferino).

Con i coadiutori dell’oratorio Marco, adolescente figlio della borghesia milanese, fa la prima esperienza di camminata sull’Ubiale. Un viaggio con il pulmino Volkswagen, camminare fino a mille metri per ammirare senza fiato nel blu della notte uno sciame d’api elettriche come nel quadro di Van Gogh.

In classe in prima liceo Marco fa amicizia con Martino, figlio di un magazziniere che ama arrampicare. Iniziano le gite ai Corni di Canzo, ai piani dei Resinelli e più lontano sul Gran Paradiso dove Marco si sente finalmente un alpinista. Una passione che diventa centrale nella loro crescita che non è solo studio dei classici.

Poi arrivano le prime vacanze estive in tenda in Val di Mello con i compagni di classe. Le prime emozioni soffocate, sguardi e parole non dette.

Durante una discesa fanno amicizia con Giampiero. Di qualche anno più grande, per loro sarà un ottimo compagno di viaggio. Creano un gruppo di scalatori metropolitani avventurandosi per palestre all’aperto in città: prima il parco Sempione e poi sulle rocce del parco di Porta Venezia.

Negli anni Sessanta l’attrezzatura non è ancora performante. Arrivano le Ibiiz, le prime scarpette tecniche che sostituiscono le Superga e poi altro materiale portato da Giampiero direttamente dall’Inghilterra.

Esperienze in salita che sono galvanizzanti, adrenalina pura e i lividi sul corpo sono le carezze della montagna. Su e giù per vie anche nuove come la Milano ’68 sui monti sopra Lecco.

Un’amicizia che è anche rischio, situazioni difficili dove l’ostinazione e il desiderio di superare i propri limiti hanno il sopravvento. Tra le mani hanno la loro vita, si sentono roccia.

Cosa accadrà durante l’estate della maturità che cambierà le loro vite?

Se la prima parte è tutta una salita, la seconda è la discesa nella età adulta di un professore di filosofia che ha dato posto all’ascolto e che percepisce l’arrivo dell’autunno, un cambiamento futuro.

Quando manca il respiro si può scegliere di camminare in montagna o leggere un libro. Entrambi aiutano ad ossigenare corpo e mente.

Monikat

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