Poi vorrei di Le Emme

Nove racconti per nove autrici* in Poi Vorrei (Emma Books) di Le Emme dove il Covid c’è e non c’è.

Chissà se tutto questo, alla fine di tutto, non possa renderci migliori… Più consapevoli, invece, spero di sì. E sarebbe già una grande vittoria.

Poi vorrei… Un’intervista surreale dove Mr. Covid, parlando uno strampalato italiano con inflessione cinese, mette in risalto che basterebbe poco, a noi razza umana, per abbandonare giudizi e critiche collaborando fattivamente, con un suggerimento finale: la parola gratitudine non solo ora, ma sempre, nei confronti di chi sta svolgendo un lavoro con amorevole dedizione. Mr. Covid “impaulisce di flonte a lolo”.

Anita scrive una lunga lettera all’amica Bea, ma rimane un racconto fatto per sé. Lei vampira ha capito che l’amore la salverà dalla malattia più incurabile al mondo: l’immortalità.

Due donne sole, vicine di casa, sono completamente diverse tra loro: una dall’aspetto morbido, l’altra più spigoloso, ma sono accomunate dalla solitudine della vita in lockdown. La conversazione, fatta anche di silenzi, le rende libere di riflettere su ciò che sono e vorranno essere. Così diverse da scoprire di avere due nomi di protagoniste dei libri di Liala: Neva e Duna.

Quattro amiche, divenute tali grazie alla scuola dei figli, si ritrovano a spettegolare in videochiamata facendo piovere consigli e luoghi comuni condivisi sui social. La vitamina C, la vitamina D, le mascherine, i tamponi, l’indignazione per chi non segue le regole, la spesa. Con un bicchiere in mano come aperitivo, la chiacchierata si trasforma… Poi vorrei vivere come se ogni giorno fosse l’ultimo.

Una donna e la sua giornata tipica stravolta. Non potendo aprire la porta di casa, entra nella parte più profonda del sé. La casa, che era tempio del relax, diventa luogo di tutte le attività che fino a poco tempo fa venivano svolte in altri luoghi. Videochiamate, aperitivo, attività sportiva; stanze adattate per ogni situazione. Vivere un tempo sospeso, reclusi come nel Grande Fratello, senza premio finale e avendo Netflix. Finalmente riaprire la porta sulla vita a colori e dire “come si stava bene quando eravate tutti a casa”.

Laura è addetta alle pulizie in un ospedale e diventa inconsapevole gancio affettuoso per un bimbo, suo vicino di casa. Le consegna un biglietto per il nonno e le arriveranno una quantità di altri biglietti. La sincronicità degli eventi le permetteranno di rendere felice il bambino e di appendere gli altri disegni ai vetri della terapia intensiva… perché l’amore dei bambini arriva lontano.

Due sorelle a Napoli osservano i movimenti strani nell’ufficio di fronte alla loro casa, si improvvisano detective per scoprire chi sia l’intruso. Furtivamente verificano nella pattumiera e la nonna le spiazza, perché conosce la verità. “Quello che facciamo durante l’attesa ci permette di affrontare quello che verrà”.  Così Nina e Maria esprimono in libertà chi vorranno essere.

Thalia rientra improvvisamente a Milano e Richard, il suo grande amore, rimane distante, come del resto sono costretti sempre a fare a causa del loro lavoro. La casa è al centro di un racconto che, come gli altri, ha il Covid protagonista nascosto. Zante sopra tutte ma casa è una persona che ami.

Rinchiusi in una villa, un branco di amici licantropi passa il tempo addestrandosi; la formazione, la vita che trascorre nell’indipendenza e poi la chiusura con attività comunque da svolgere per passare il tempo. «Cosa ti piacerebbe fare quando si potrà uscire di nuovo?»  Ognuno del gruppo disse la sua: la scuola, il castello, un viaggio ma alla fine uno del gruppo disse: Non lo so, tutto ciò che è importante è qui dentro, adesso.»

Poi vorrei… è un desiderio nascosto o palese in ogni storia.

Poi vorrei… sono i proventi di questa antologia che saranno devoluti all’UNICEF.

*Roberta Lippi, Viviana Giorgi, Emily Pigozzi, Rossella Calabrò, Laura Randazzo, Alessia Lo Bianco, Roberta Marasco, Mila Orlando, Paola Gianinetto

Monikat

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