Quando le montagne cantano di Nguyen Phan Que Mai

Una saga familiare che accompagna il lettore nella storia del Vietnam dal 1930 fino quasi ai giorni nostri.

Attraverso le vicende raccontate con la voce di Dieu Lan e della nipote, la scrittrice esordiente Nguyen Phan Que Mai in “Quando le montagne cantano” (Editrice Nord) trascina in una storia commovente e tragica.

Una famiglia separata dalla guerra e dall’odio, una donna forte, Dieu Lan, che narra come sia riuscita a sopravvivere al dolore delle perdite, alla miseria, ai lunghi chilometri a piedi solo per amore della sua famiglia. Il doversi separare dagli amori, l’incertezza sul futuro e sulla sopravvivenza non fermano l’energia e la capacità di rialzarsi della donna. È un esempio di tenacia, di amore incondizionato e di forza quando tutto sembra sgretolarsi tra le mani.

Il lettore è rapito pagina dopo pagina, è commosso ed arrabbiato, vorrebbe stringere a sé i protagonisti sperando in un lieto fine. Il romanzo è scritto in maniera scorrevole nonostante gli argomenti trattati e la tragicità degli eventi descritti. C’è tutto nelle quasi quattrocento pagine di questo libro, le lacrime e i sorrisi, la voglia di smettere di leggere e l’incapacità di farlo.

“La nonna mi tiene la mano mentre camminiamo verso scuola. Il sole è un grosso tuorlo d’uovo che fa capolino tra i tetti in lamiera. Il cielo è azzurro come la camicetta preferita di mia madre. (…) la nonna mi tira via dal cratere lasciato da una bomba. Mi chiama per soprannome, per proteggermi da quegli spiriti malvagi che secondo lei aleggiano sulla terra in cerca di bei bambini da rapire.”

Sveva Assembri

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