Se scorre il sangue di Stephen King

Cosa succederebbe se un cellulare seppellito insieme ad un vostro conoscente rispondesse in modo inequivocabile ai vostri più sordidi bisogni? E se ci fosse qualcuno capace di nutrirsi delle sofferenze umane? E se fosse un topo al posto del solito genio, a esprimere un vostro desiderio?

Con la consueta maestria, Stephen King ci porta di nuovo nei suoi incubi con Se scorre il sangue (Sperling & Kupfer). Quattro racconti slegati tra di loro ma ognuno terrificante. Quattro diversi personaggi che si trovano ad affrontare la morte in modo surreale.

Ne “Il telefono del signor Harrigan” il protagonista seppellisce un cellulare con una persona defunta in modo da sentirlo più vicino nonostante l’assenza e rimane atterrito quando il cellulare risponde ai suoi messaggi con lettere apparentemente senza senso. Ma non solo.

Chuck Krantz, protagonista de “La vita di Chuck” trova nella soffitta di suo nonno un particolare della sua vita che gliela cambierà per sempre, come a tutti quelli che avevano fatto la scoperta prima di lui.

“Perché ti sei fermato, e perché ti sei messo a ballare? (…) Tra poco non potrà più camminare, tanto meno ballare insieme alla sua sorellina in Boylston Street. Non potrà più masticare, e gli dovranno frullare i pasti. Non riuscirà più a percepire la differenza tra il sonno e la veglia, ed entrerà in un inferno di dolore così grande da indurlo a chiedersi perché Dio abbia creato il mondo. (…) E l’unica cosa che ricorderà ancora -sebbene solo a tratti – sarà il momento in cui si è fermato, ha posato a terra la sua ventiquattro ore e ha cominciato a dimenare i fianchi a tempo con la batteria.”

Se scorre il sangue”, che dà il titolo al libro, ci riporta all’esperienza con Holly Gibney (già conosciuta in “Outsider”), in cui l’investigatrice si trova a combattere con un essere soprannaturale che si nutre del dolore e della morte delle persone causando catastrofi di proporzioni importanti.

In ultimo, come poter resistere alla tentazione di fidarsi di un topo che promette di avverare il tuo sogno più grande chiedendo in cambio solo di scegliere una piccola vita?

Come di consueto negli scritti del maestro King, il lettore è trasportato in un mondo di follia e terrore talmente ben descritto e reale che l’outsider potrebbe essere anche il nostro vicino di casa.

“Ma c’era una cosa che non doveva mai scordarsi: era sopravvissuto a tutto. Avrebbe amato sua moglie e i suoi figli come meglio poteva, avrebbe insegnato come meglio poteva, avrebbe vissuto come meglio poteva e si sarebbe felicemente unito alla schiera degli scrittori che si erano fermati a un solo libro. A ben pensarci, non aveva niente di cui lamentarsi. A ben pensarci, aveva avuto ragione Lucy quando, al suo ritorno, gli aveva detto: “ho sbagliato a darti del ratto.”

Sveva Assembri

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