Teresa Papavero e lo scheletro nell’intercapedine di Chiara Moscardelli

Strangolagalli è un ameno borgo con poco più di duemila anime. Da quando Teresa Papavero è diventata famosa, ed ospite fissa del programma “Dove sei?”, in paese arrivano curiosi e turisti.

Il B&B di Teresa è in ristrutturazione: nuova insegna “Le combattenti”, pareti rosa con fenicotteri. Ci sono Gina Capperi la socia, Antonia la bibliotecaria, Floriano il macellaio, Ascanio il gioielliere, Peppino il medico… un paese a servizio. Teresa da l’ultimo colpo per abbattere il muro a piano terra e la macabra scoperta è sotto ai loro occhi. Pasquale il caposquadra cade svenuto. Richiamati accorrono il sindaco Ignazio e la figlia Irma, il maresciallo Nicola e il fidato collaboratore Romoletto. Manca solo Don Guarino chiuso in canonica.

In “Teresa Papavero e lo scheletro nell’intercapedine” di Chiara Moscardelli (Giiunti) chi aiuterà la variopinta e solida comunità ad indagare sul ritrovamento? Teresa e Marisa, la governante che l’ha cresciuta, pensano al poliziotto Leonardo Serra. Peccato che sia sparito nel nulla senza dare più notizie.

Allora l’idea è di coinvolgere GB Papavero padre di Teresa, professore in pensione studioso di comportamento criminale. Teresa ha una laurea in psicologia ma non è stimata dal padre, forse per il passato trascorso tra lavoretti saltuari come al sexy shop di Roma. Vero è che ha doti acute che le permettono di ricordare particolari di ogni genere ed è forte di una memoria al limite di capacità divinatorie.

Sarà il medico legale Tancredi ad aiutare l’imbranata Teresa. Lei, così impacciata nei suoi vestiti improbabili alla Wanda Osiris, ha un inconsapevole fascino ma nasconde una profonda paura. Essere abbandonata: dalla mamma scomparsa nell’arco di cinque ore quando lei aveva dodici anni, da Corrado e dal poliziotto.

Le indagini diventano incalzanti. Importante indizio è il vecchio rullino fotografico ritrovato e nascosto da Teresa. Il tragico mistero che avvolge il ritrovamento delle ossa umane porterà ad un fatto di cronaca vecchio di quarant’anni. Ventotene, Roma, Ferrara e lo spettrale manicomio di Aguscello.

E se Teresa fosse pedinata durante gli spostamenti?

“Le  origini del male vanno ricondotte all’infanzia” fatta di soprusi e di plagio, infanzia negata.

Un libro corale dove tanti coprotagonisti, con goffaggine e ilarità, si mettono in gioco uniti per la causa, risolvere un mistero aiutando Teresa. Perché in fondo l’imperfezione e l’insicurezza di Teresa Papavero appartengono a tutti loro come lei appartiene a Strangolagalli e ai piccoli gesti della quotidianità del paesello.

Un romanzo giallo rosa, un coldcase de’ noantri.

Nonostante tutto Teresa lascerà un sorriso così come Strangolagalli, borgo del frusinate, lascerà la curiosità di conoscere le origini del nome e del gusto nella semplicità della “stesa”.

Monikat

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