Ti prego non ridurmi a icona di Stefano Pomes

Stefano ha la passione per la musica. La coltiva sin dall’adolescenza scrivendo versi di canzoni perché “…è raccontare di piccole cose quotidiane, cose di ogni giorno. Con sensibilità. Il poco che sappiamo è meglio di niente “. Sognava di diventare cantautore, scriveva e cancellava futuri capolavori.

È un giovane uomo, amministrativo impiegato nell’ufficio legale di un ente pubblico di Roma. Il posto sicuro tanto voluto dai genitori.

Così, in “Ti prego non ridurmi a icona” di Stefano Pomes (Scatole Parlanti), il protagonista racconta al ritmo di musica la sua incertezza. Che sia pop, folk, rock, funk, classica non fa differenza, il suo racconto è uno spartito che scandisce il suo stato precario di vivere la semplice e rituale quotidianità.

“Freud dice che siamo isterici. Dice che stiamo bene quando stiamo male e viceversa”

Chi non ha avuto un amico immaginario, forse anche reale, a cui confidare le complicazioni, i dubbi sull’amore?

Per Stefano è Niccolò Contessa cantautore romano, leader della band I Cani. A lui confida le tribolazioni del periodo di vita attraversato. Il cantante è presente con i versi delle sue canzoni.

Un racconto che è una lunga confidenza con sé stesso, introspezione a cui non riesce a dare voce nemmeno dialogando attraverso la brevità dei messaggi su un cellulare.

Il Mercatone dei Monti Tiburtini è il ritrovo del venerdì pomeriggio. Un luogo insolito per chiacchierare ma qui Stefano ritrova un po’ di sé, ritrova risposte alla sua vita attraverso vecchi libri e dischi.

Un romanzo breve, dalla struttura originale ed asciutta, priva di descrizioni ma i pochi elementi inseriti consentono al lettore di immaginare navigando attraverso la musica e le citazioni che vanno da Battisti a De André, da Battiato a  Conte.

Un sogno, una spiaggia rocciosa e l’altra sabbiosa. La dualità e la contrapposizione di due donne. Lucia di cui Stefano è innamorato e poi Carmela, la sua vicina di casa, amica presente con la sua parlata cosentina che è un dialetto blues.

Un sogno come elaborazione compiuta nel preconscio ma che può rappresentare una possibile soluzione chiarificatrice, forse.

Solo il concerto di Niccolò all’ex Dogana di Roma sarà l’ago della bilancia.

Un lungo racconto che diventa un componimento musicale intervallato da note e citazioni di canzoni che sanno parlare meglio di quanto lui riesca a fare… e di quella canzone che come dice il collega Guadagno, se scritta con sensibilità e serietà, potrà aiutarlo ad arrivare alla donna amata ma non per conquistarla ma per metterla al corrente di qualcosa.

Monikat

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