Tutto a posto tranne l’amore di Anna Premoli

“L’uomo impara sempre a vivere quando è troppo tardi” Alda Merini.

Il detto che dice “La minestra riscaldata non è mai buona… figuriamoci in amore” vale da sempre se non si è in lockdown e attanagliati dal desiderio di cucinare e impastare qualsiasi ricetta, basta mangiare.

Anna Premoli in ”Tutto a posto tranne l’amore (Newton Compton) è al terzo romanzo, una saga tutta milanese.

Ludovico Paravicini è divorziato da tre anni da Ginevra Rossi perché tradito. La domenica a pranzo dalla mamma riceve in regalo un abbonamento in palestra. È dura accettare il fatto di non essere in forma soprattutto se sono la ex moglie con la ex suocera a constatare il fatto.

A fatica deve accettare anche che Ginevra voglia ritrattare o meglio annullare l’assegno di mantenimento. Si trovano davanti al giudice e Ginevra lo trova ingrassato, sciupato, barbuto con qualche filo bianco che in fondo gli dona. Lui era l’uomo perbene, l’unicorno metafisico.

Con gli amici e colleghi di studio arriva a fare la considerazione che “… i grandi amori naufragano e bisogna prendere quel che rimane del relitto e salpare per altri lidi”. Che siano parole profetiche le sue?

A distanza di qualche giorno si ritroveranno seduti allo stesso tavolo al matrimonio di un amico. Una forzatura per Ginevra che deve, vuole concludere la completa indipendenza dopo il divorzio. Nuovo lavoro come interior designer, libertà economica e completa restituzione del mantenimento passato.

Poi si susseguono piccoli eventi che aprono passaggi controcorrente.

Giacomo, il cane della mamma di Ludovico, ribattezzato Jack accompagna l’uomo stabilmente. Due  caratteri diversi che impareranno a conoscersi dando l’occasione di un incontro fortuito con Ginevra.

Ma poi arriva il famigerato lockdown a stravolgere le vite di una nazione intera ma qui quelle di Ludo e Ginevra. Già perché lui scopre che il cane un’occasione di evasione, lei che si affida al suo lavoro per rendere confortevole il lavoro da casa a lui e perché no cercare di incrociarlo al supermercato, unico luogo di socialità a distanza.

Sono giornate di riflessione per entrambi, sul matrimonio, su ciò che erano. Attraverso lunghe video chiamate riescono a riallacciare e a fare riemergere ciò che c’era e fondamentalmente c’è.

I problemi nascono da ognuno di noi e minano i rapporti. Lui ritrova quel sorriso che lo ha fatto innamorar, lei il fascino dell’uomo misterioso. Forse in un tempo sospeso, la lentezza del tempo stesso permette di aprire le porte alle emozioni che ritornano a galla.

“La gente vede la follia nella mia colorata vivacità e non riesce a vedere la pazzia nella loro noiosa normalità” dice il Cappellaio matto che sarebbe fiero di loro.

Un film scelto per chiacchierare, una video ricetta per mettere le mani in azione e condividere una prelibatezza online perché in fondo possono nascere cose meravigliose se non ci si aspetta nulla. E cosa ci sarà ad aspettare Ludovico e Ginevra quando finalmente a maggio potranno riaprire la porta e reincontrarsi? Le effusioni di gioia del cane Jack saranno l’inizio di un ritrovato feeling.

Monikat

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